Un’avventura Possibile

“Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati a fare, e poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate” – Martin Luther King

Fino a qualche anno fa non avevo mai pensato di poter lasciare la dimensione di un attivismo tra e con le associazioni per un impegno diretto in politica. Quando ho conosciuto Pippo Civati, al margine di una campagna di forte dissenso per l’esclusione degli Erasmus alle elezioni politiche del 2013, protesta che mi vide in prima linea, il salto dall’altra parte della barricata, verso la politica attiva, è stato inevitabile. Non potrò mai fare a meno di ringraziarlo per questi cinque anni in cui, insieme a tante e tanti, abbiamo provato a costruire Giorni Migliori, e continuiamo a farlo.

Nell’ultimo periodo mi sono messo a disposizione della comunità politica che nel tempo abbiamo costruito offrendo il mio personale bagaglio di esperienze, la passione e la determinazione, in particolare sui temi dei diritti, del contrasto alle discriminazioni e della promozione dell’uguaglianza, temi che seguo da circa dieci anni.

Abbiamo provato a gettare le basi di un lavoro che guardasse al di fuori di noi, e dei confini del nostro partito, Possibile. Un lavoro che fosse aperto, laico, inclusivo ma soprattutto condiviso: condiviso con le associazioni LGBTQI+, con le attiviste e gli attivisti e tutti gli attori interessati a promuovere e sostenere una battaglia, quella per i diritti di tutte e tutti, che non è solo politica (e giuridica) ma anche, e soprattutto, culturale. Su queste basi è nata la riflessione e l’elaborazione che ha portato al Manifesto che come Possibile abbiamo presentato ufficialmente a Milano a settembre 2017. È da queste premesse che abbiamo continuato un lavoro di incontro e confronto, attraverso il Tour dei Diritti, il Politicamp e i tanti eventi con le realtà locali.

È stato un viaggio alla scoperta dell’attivismo diffuso da nord a sud della nostra Italia, spesso dimenticato ed ignorato da una politica che si è dimostrata cieca e sorda. È stata la scoperta di poter ribaltare il paradigma consolidato per cui la politica è un mero strumento di conservazione del potere, completamente disinteressata i temi e alle persone.

In questi mesi ho incontrato tante persone, ho ascoltato le loro storie e ho preso l’impegno, assieme a loro, affinché la politica non si dimenticasse mai più di loro. Ho pensato a loro quando mi sono trovato a contribuire al programma di Liberi e Uguali e ancor di più quando ho deciso di dare la disponibilità ad essere candidato alla Camera dei Deputati alle scorse elezioni politiche.

Le cose non sono andate come ci immaginavamo. Dovevamo fare di più e dovevamo fare meglio. Ora Possibile, il mio partito, con una scelta difficile, ma che è sinonimo anche di grande maturità, ha deciso di andare a congresso. Le parole di Martin Luther King mi sono risuonate in mente: scoprire cosa si è chiamati a fare e farlo appassionatamente.

La politica è un servizio per la collettività, uno strumento attraverso il quale ognuno può contribuire a rendere la società più giusta per costruire #UnaNuovaSperanza. Ho sempre vissuto in questa maniera, libera e disinteressata, il mio impegno ed il mio attivismo. Proprio per questo quando Beatrice Brignone e Andrea Maestri mi hanno chiesto di far parte della loro squadra per il congresso ho detto di sì: per proseguire un lavoro iniziato e che non può e non deve fermarsi perché non riguarda un protagonismo personale ma la vita e la dignità di tante e tanti.

In un momento in cui tutto sembra essere a repentaglio, con Beatrice ed Andrea proviamo, invece, a delineare i tratti di un percorso da portare avanti da qui ai prossimi tempi, chiedendo a tutte e tutti di accompagnarci in un’avventura possibile. Per continuare a costruire un partito “giovane e curioso, a cui non manca il coraggio della battaglia solitaria, purché libera e giusta”.

Per questi motivi ho scelto di sostenere la Mozione “A Repentaglio” (che trovate qui) accettando di essere proposto come membro del Comitato Scientifico per proseguire un lavoro che possa essere bene comune per tutta la comunità di Possibile.

Conosciamoci, incontriamoci, confrontiamoci. Solo così potremo davvero contribuire a scrivere una pagina nuova del nostro partito e della nostra politica.

Per chi vuole farsi un’idea del mio profilo, a questo link si può leggere la mia bio.

Il post è pubblicato anche su Medium.com
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Quando tutto sembra essere a repentaglio, serve un’avventura Possibile
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