Verona, dove le Ancelle resistono all’oscurantismo

È stata approvata ieri dal Consiglio comunale di Verona, con 21 voti a favore e 6 contrari, la mozione che sancisce “Verona città della vita”, attacca la Legge 194 e promuove finanziamenti alle associazioni cattoliche contrarie all’aborto sulla quale già nel corso dell’estate ci eravamo mobilitate e mobilitati in tutta Italia al fianco di Non Una Di Meno.

Nel laboratorio nazionale della destra più reazionaria si procede nell’attacco verso le donne, la libertà e l’autodeterminazione dopo l’annuncio che la città ospiterà il Congresso mondiale delle Famiglie lanciato da ProVita, Generazione Famiglia e Comitato Difendiamo i nostri figli e sostenuto da Salvini, Fontana, Zaia e Sboarina. Una parte della politica pensa di (poter) tornare ai tempi dell’Inquisizione e della caccia alle streghe.

Eppure la resistenza continua, come hanno dimostrato ieri “le Ancelle”, che a luglio erano state accolte da saluti fascisti e che ieri nuovamente presenti alla discussione della mozione.

Grave tanto quanto la mozione, è il voto a favore della capogruppo PD Carla Padovani.

Quando, dal PD, ci dicono che la destra vince perché bisogna stare tutti insieme con il Partito Democratico, alle regole del Partito Democratico, mi ricorderò, oltre a tante altre cose, di quanto successo a Verona per spiegare che quel partito ha subito una trasformazione genetica talmente profonda e radicale non solo a livello nazionale ma anche, e specialmente, sui territori dove la rincorsa alla destra si è tradotta nel fare propri i loro linguaggi e le loro posizioni politiche alla ricerca, quasi spasmodica, del voto di centro e di destra decidendo consapevolmente di rinnegare la propria storia.

In questo periodo storico ogni voto conta perché rappresenta la scelta che ognuno di noi compie nel posizionarsi da un lato o dall’altro della barricata. Per questo non possono esistere giustificazioni nel sostegno ad una mozione come la 434 di Verona.

La Sinistra deve essere sì unita, ma dai valori della lotta sociale e culturale, una lotta anti-sistema, se il sistema è quello che vediamo a Verona, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, deve trovare la forza da un nuovo movimentismo che sappia mettersi in relazione con la lotta al patriarcato e al bigottismo, per costruire sinergie e strategie politiche con le rete femministe e con il movimento LGBTQI, coi pezzi di cittadinanza e associazionismo che in questi anni sono stati traditi proprio da chi si proponeva, ingiustamente, come progressista. Non sarà un percorso facile, tanto meno breve, ma non si può fare diversamente. Ce lo impone il momento e ce lo impone la nostra coscienza politica.

Lasciamoci travolgere dalla Resistenza delle Ancelle e di Non Una Di Meno e sosteniamole, per i diritti, la libertà e l’autodeterminazione, ma soprattutto contro la destra più becera e patriarcale.

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La campagna lanciata ieri da Pianeta Milk – Verona LGBT Center Arci/Arcigay
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