Il Globo che ci piace è Arcobaleno

Anche oggi (07/09/2018) abbiamo assistito all’ennesima discussione assurda e discriminatoria a danni delle persone LGBTI+. Durante il Morning Show di Radio Globo si è parlato del tema dell’omosessualità che è stato trattato, come segnalato anche da diversi interventi in diretta e sui social, in maniera del tutto inadeguata tra stereotipi, pregiudizi e frasi del tipo “due uomini che si baciano mi fanno ribrezzo”.

Tutte le cittadine ed i cittadini della nostra Repubblica meritano rispetto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, la loro religione o la loro provenienza etnica o geografica. Inoltre, la vita e la dignità delle altre persone non può essere giudicata con tanta leggerezza, tanto meno secondo il (non)criterio del “gusto personale”, nemmeno si trattasse di una qualche pietanza alimentare (qui il link ad un momento della trasmissione http://www.radioglobo.it/17137/marchetti-morning-show-omofobo-nunzia/).

La Radio, così come ogni altro strumento di comunicazione di massa, rappresenta un veicolo potente per la trasmissione di idee e valori. Sono sollevato dal fatto che il Morning Show di Radio Globo, per sua stessa ammissione, non si ponga obiettivi educativi, perché il servizio svolto oggi non avrebbe avuto nulla di educativo.

Da anni chi si occupa di contrasto alle discriminazioni si impegna a favorire l’utilizzo di un linguaggio non discriminatorio e antisessista perché è chiaro a tutte e tutti che il rafforzamento degli stereotipi passa in maniera preponderante dal linguaggio. Questo dovrebbe saperlo in particolare chi fa radio, perché utilizza il linguaggio e la comunicazione verbale per svolgere il proprio lavoro.

Per anni si è lasciato correre su episodi come questo e si è contribuito col silenzio alla crescita di episodi di molestia, insulto e violenza a discapito delle persone LGBTI+. I dati su omofobia e transfobia sono allarmanti ed in crescita specialmente se rivolti ai più giovani e dilagano da nord a sud. Di fronte a questo bisogna scegliere da che parte stare.

Il mio consiglio (non richiesto) al conduttore Marchetti è quello di incontrare le persone LGBTI+ e ascoltare le loro storie fatte di discriminazioni e di tanta voglia di riscatto, fatte di difficoltà e di amore. Si renderebbe conto che sono storie di ordinaria diversità a tratti più difficili di quelle degli eterosessuali, a volte più ricche di intensità nei rapporti e nell’apertura verso gli altri. Sono storie uniche perchè ogni individuo è unico e, per questo motivo, diverso.

Il vero ribrezzo, alla fine, forse, può venire guardandosi allo specchio.

luis-cortes-martinez-743518-unsplash

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