Una Nuova Speranza che continua

Il risultato di Liberi e Uguali è stato al di sotto di tutte le nostre aspettative.

Abbiamo fatto del nostro meglio, ma sicuramente si deve fare di più e meglio.

Dovevamo osare di più con un ricambio generazionale netto nelle nostre liste e dovevamo puntare sul progetto che volevamo costruire. Abbiamo provato a mettere in campo una rivoluzione culturale prima ancora che politica. E queste rivoluzioni hanno bisogno di tempo e di un lavoro più lungo rispetto a quello che abbiamo fatto in un mese. Ed è quello che dovremo fare, tenendo fede a quanto abbiamo detto negli ultimi giorni: non ci fermeremo alle elezioni del 4 marzo. Non sarà facile ma non dobbiamo arrenderci. Mi spiace sapere che il prossimo Parlamento dovrà fare a meno di persone di altissimo profilo come Giuseppe Civati, Beatrice Brignone e Andrea Maestri mentre potremo contare su Luca Pastorino che saprà essere la nostra voce alla Camera dei Deputati.

“Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire” dicono in “V per Vendetta”.

LeU non è riuscita a recuperare il voto di chi a sinistra si sentiva senza casa. Abbiamo fallito. Ma le nostre idee e i nostri valori non possono fallire. Dobbiamo ripartire da qui. Dai tanti che hanno riposto in noi la loro fiducia e con i quali dobbiamo proseguire, a partire dai giovani.

Da quando ho accettato di candidarmi ho affermato che lo facevo per costruire #UnaNuovaSperanza  e così continuerò a fare, ripartendo dal lavoro sui territori con le persone e le associazioni che in questi mesi ho incontrato e con le quali ci siamo confrontati.

Vi chiedo di continuare ad accompagnarmi ed accompagnarci in questo viaggio.

Restiamo in contatto, non perdiamoci di vista: 

una nuova speranza, possibile, elezioni2018

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2 risposte a "Una Nuova Speranza che continua"

  1. Ciao Gianmarco, sono d’accordo con te su tutto. Vi invito a non mollare e a portare avanti il progetto di costruzione di un nuovo soggetto politico. Due mesi di campagna elettorale sono troppo pochi per dire che la mira era sbagliata. Andiamo avanti, anche perché le scelte politiche che verranno sono importanti, occorre vengano decise democraticamente. Abbracci

    1. È una responsabilità collettiva e condivisa, non dobbiamo perderci di vista ma continuare un percorso. Per farlo, però, serve davvero invertire la rotta e puntare anche su una nuova classe dirigente che possa essere generazionalmente rivoluzionaria.

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