È facile: o sono diritti o sono privilegi

“L’uguaglianza non ammette distinzioni, perché non parliamo di una concessione della politica, ma del riconoscimento di diritti da rendere esigibili”.

Si apre così il paragrafo del programma di Liberi e Uguali che è dedicato all’uguaglianza nei diritti (che potete leggere qui). Non poteva essere altrimenti perché il nostro progetto è animato da tante attiviste ed attivisti che negli anni hanno fatto dei diritti e dell’uguaglianza gli elementi centrali dell’agire politico. Abbiamo scelto parole chiare ed inequivocabili per descrivere il nostro impegno su questi temi.

Da parte nostra, vogliamo davvero che ogni persona possa essere davvero libera, di essere, e uguale, in diritti, opportunità e tutele. È molto facile: i diritti esistono in quanto tali e proprio per questo vanno riconosciuti senza distinzioni.

Altrimenti non sono diritti, sono privilegi.

Ci aspetta una campagna elettorale difficile, tutta giocata tutta sulle grandi dicotomie, su fronti contrapposti, animati da grandi slogan e tanto populismo, in alcuni casi facendo diventare una cosa eccezionale la normalità dell’agire politico: adoperarsi per il bene comune, per il benessere e per la felicità di tutte e tutti.

Sui diritti civili lo osserviamo chiaramente.

La destra torna a fare la destra, dichiarandosi pronta a cancellare anche i timidi traguardi raggiunti nella legislatura appena conclusa. Il M5S ha preferito non inserire tali questioni nel loro programma, ma dopotutto non c’era da aspettarsi qualcosa di diverso considerate le loro posizioni parlamentari. Il PD, pronto in ogni occasione a ricordare che i suoi governi abbiano rappresentato la stagione dei diritti (mancati), per la campagna elettorale si limita all’essenziale, candida Casini a Bologna, esclude Sergio Lo Giudice dalle liste, e confonde orientamento sessuale ed identità di genere: “Nella violenza e nella discriminazione di stampo omofobico e transfobico la peculiarità dell’orientamento sessuale della vittima, ovvero l’essere omosessuale oppure l’essere transessuale” (si attende una modifica al documento pubblicato online).

Quando ho scelto di candidarmi ho deciso di farlo nel segno dell’Uguaglianza; non una corsa individuale ma un racconto collettivo. Per combattere le disuguaglianze e abolire i privilegi. Per rimettere al centro le persone. Per i diritti di molti e non di pochi. Un impegno che ho preso in questi anni e che ho ribadito anche nel corso dell’Assemblea Nazionale di Liberi e Uguali lo scorso 7 gennaio.

Un percorso che non finirà il 4 marzo – lo chiariamo subito a scanso di qualsiasi equivoco o supposizione.


Se volete contribuire al racconto di #UnaNuovaSperanza scrivetemi qui: comitato.capogna@gmail.com

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