Per i diritti di tutte e tutti, non di pochi

Vorrei partire dalle parole di Stefano Rodotà, che nel 2012 ci ricordava come non si potesse parlare di globalizzazione se essa non fosse anche globalizzazione dei diritti.

Se vogliamo costruire un’alternativa per la nostra Repubblica che sia capace di renderci tutte e tutti libere, liberi e uguali dobbiamo ripartire da chi per anni è stato dimenticato, volutamente, dalla classe politica di questo Paese, come le ragazze ed i ragazzi a cui è stata negata la cittadinanza italiana con l’assenza ingiustificata ed ingiustificabile sul voto dello Ius Soli.

Ripartiamo dagli invisibili, dalle persone Transessuali, di fronte alle quali dobbiamo essere responsabili, e anche umili, un’umiltà che passa innanzitutto da una parola:

SCUSATECI,

scusateci se la politica per anni ha scelto di ignorarvi lasciandovi ai margini della nostra società confinati a vivere come reietti. Servono norme chiare e snelle che riconoscano a tutt* la piena e totale libertà di autodeterminarsi in rispetto della propria identità di genere. Serve, inoltre, una campagna culturale che liberi le persone in transizione dallo stigma dello stereotipo e del pregiudizio.

I diritti spettano ad ognuno di noi in quanto tali, e non sono negoziabili. I diritti se non sono di tutte e tutti allora si chiamano privilegi e assumono i contorni di una concessione, come una certa politica ci ha abituato a considerarli in questi anni. Non possiamo più accettare e non possiamo più accontentarci del principio secondo cui rispetto al nulla un passo sia sempre meglio di niente, e che una volta raggiunti dei timidi traguardi si debba ringraziare e smettere di lottare. Ma la lotta per i diritti non deve mai fermarsi, fino a quando non avremo leggi che assicurino la piena uguaglianza in diritti e possibilità senza alcuna discriminazione.

La lotta alle discriminazione per il nostro Paese è una priorità che deve dare una risposta seria e concreta ad una vera e propria emergenza sociale di fronte alla quale abbiamo ancora un vuoto legislativo enorme. L’omofobia e la transfobia non sono opinioni, ma vere e proprie armi che feriscono nel corpo e nella dignità e che seminano vittime. Per questo non dobbiamo solo proporre una normativa che completi la Legge Mancino ma anche istituire un’Agenzia nazionale antidiscriminazione, autonoma e indipendente dalla politica, con effettivi poteri di indagine e sanziona mento, nel contrasto di ogni forma di odio, intolleranza, razzismo ed hate speech, così da rispondere anche all’appello lanciato da persone come Laura Boldrini.

Dobbiamo assumerci l’impegno di riportare in politica le storie, i volti, la dignità e le battaglie della comunità LGBTI. Facciamoci promotori di una legge che istituisca il matrimonio egualitario e portiamo in Parlamento una riforma complessiva del diritto di famiglia, di tutte le famiglie a partire da quelle arcobaleno eternamente ignorate. Le Famiglie Arcobaleno esistono ma i loro figli continuano per lo Stato ad avere meno diritti e meno tutele. Per questo è fondamentale il riconoscimento della genitorialità di entrambe le figure parentali, dell’adozione piena e legittimante per i bambini che vivono in una famiglia LGBTI e la riforma complessiva dell’istituto dell’adozione ordinaria che preveda criteri più accessibili e semplificati nell’esclusivo interesse del minore e che garantisca l’estensione delle adozioni a singoli e coppie senza alcuna discriminazione.

E se vogliamo vincere la sfida di una nuova cultura di parità ed uguaglianza allora dobbiamo necessariamente partire dalla Scuola. Una scuola pubblica, laica, democratica, repubblicana, in una sola parola

COSTITUZIONALE,

che preveda al suo interno percorsi istituzionalizzati di educazione alle differenze e all’affettività come avviene in Spagna, Regno Unito e tante altre realtà. Solo così riusciremo a mettere un freno ai fenomeni crescenti di odio, intolleranza, razzismo e fascismo e a costruire una società basata sul rispetto della diversità.

In molti in questo periodo hanno commentato il nostro simbolo e quelle foglioline che rappresentano la E di Libere, ma anche di Euguaglianza ed Empowerment. Una E che mi piace declinare come Eccomi, ci sono anche io, per un’Italia più libera e più uguale.

Sono pronto a rispondere all’appello di Pietro Grasso e Rossella Muroni, pronto a portare, con il coraggio e la passione che mi contraddistinguono, i temi dei diritti civili e delle persone LGBTI nella prossima campagna elettorale e nella prossima legislatura.

leu liberi e uguali assemblea nazionale diritti LGBTI Capogna

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