La Libertà passa dall’Educazione alle Differenze

La libertà, quella vera, passa dal riconoscimento della diversità come fonte di ricchezza.

La libertà, quella vera, passa da percorsi di conoscenza di se stessi e degli altri.

La libertà, quella vera, passa necessariamente dall’Educazione alle Differenze.

La libertà non è quella che va in giro su un bus arancione che semina odio e discriminazione poggiandosi su una fantomatica ideologia che rappresenta una delle più grandi truffe degli ultimi anni.

L’inesistente ideologia del gender si combatte con la cultura, prima che con la politica, e con l’educazione alle differenze.

Questa mattina alla plenaria del network nazionale Educare alle Differenze si respirava l’entusiasmo e la voglia di docenti, attivist* e semplici cittadine e cittadine che credono fortemente che per uscire dal medioevo oscurantista al quale una certa narrazione clerico-bigotta-fascista vuole confinarci, serve la promozione dell’educazione alle differenze nelle scuole di ogni ordine e grado.

Se ognuno di noi vuole contribuire alla costruzione di una società più giusta bisogna scegliere da che parte stare. La mia posizione è chiarissima: serve una legge quadro per inserire l’educazione alle differenze in ogni scuola, guardando alle realtà più avanzate come la Spagna ed il Regno Unito.

Sono felice di non essere solo e ancor di più che come Possibile abbiamo inserito questo tema nel nostro Manifesto (ne ho parlato qui al lancio ufficiale del manifesto a Milano il 16 settembre scorso).

La politica è chiamata ad essere responsabile e la responsabilità passa necessariamente da risposte chiare alle esigenze della società. Serve il coraggio delle azioni, e non bastano più solo le parole. Serve prendersi l’impegno di sostenere chi da anni si batte su questi temi. Il coraggio, che è anche umiltà, di mettersi a servizio, fianco-a-fianco, senza avere la pretesa di piantare bandierine. Serve un nuovo attivismo civico che contamina la politica, e viceversa.

E poi, alla fine, ma anche all’inizio dipende da che punto di vista si guarda al processo, serve il coraggio delle scelte: non solo scegliere da che parte stare ma anche scegliere da chi essere rappresentati. Solo così potremo scrivere un nuovo percorso comune, costruendo una filiera che unisce mondi diversi che seguono però gli stessi valori di uguaglianza, rispetto, diritti e libertà.

Anche questo è un modo per rompere gli schemi, ribaltare gli stereotipi e vincere i pregiudizi. Esiste una politica che è attenta a questi temi ed è pronta a scrivere una pagina nuova per un’Italia Possibile.

L’unico bus delle libertà che ci piace
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