La speranza contro la rassegnazione

“Una nuova speranza” era il titolo del primo film della celebre saga di Guerre Stellari lanciata nel 1977.

Una nuova speranza è anche quella che si percepisce in Europa dopo la vittoria alle presidenziali austriache del Verde Van Der Bellen (in due consecutive elezioni in quanto il ballottaggio del 22 maggio fu ripetuto il 4 dicembre, stessa data in cui i cittadini italiani hanno respinto la riforma costituzionale) e con l’ottimo risultato alle elezioni olandesi del raggruppamento Groen Links (Verdi di Sinistra) che dai 4 seggi del 2012 sono passati ai 14 di questa tornata elettorale.

È la rivincita della speranza contro la rassegnazione che sembrava aver avuto la meglio dopo l’elezione di Trump negli USA e con la crescita del consenso delle formazioni europee euroscettiche e fortemente nazionaliste, legate alla destra sociale e radicale.

È la rivincita della politica che rilancia con chiarezza le battaglie che ritiene necessarie e non più rinviabili scegliendo da che parte stare. È la conferma che non ci può essere sinistra senza l’ecologia, la sostenibilità e la rivoluzione green, senza la sfida dei diritti, delle libertà e dell’autodeterminazione.

Ma è ancora di più la sconfitta della rassegnazione: quella del voto utile e del meno peggio. L’unico voto utile è quello verso chi rappresenta il nostro mondo valoriale, verso chi punta sulla speranza del cambiamento mettendo sul piatto progetti concreti che concorrono a ribaltare i paradigmi ai quali siamo abituati. Una speranza che inizia sui territori dove siamo stufi di votare il meno peggio perché non ci sono alternative. Costruiamo giorni migliori, l’alternativa,  e viviamo a pieno l’impegno civico per dare vita a cantieri capaci di essere luoghi di aggregazione, partecipazione e rappresentazione. Luoghi dove non si delega agli altri perché ognuno riacquista il proprio protagonismo sociale e politico.

Questa sì che è una nuova speranza. Quella di consegnare alle future generazioni un mondo migliore di quello che viviamo noi oggi. Una speranza che è anche etica della responsabilità per noi che viviamo il presente e per quanti verranno dopo di noi.

Non c’è niente di più bello della rivincita della speranza contro la rassegnazione: significa riaprire la strada della capacità di immaginare e costruire una città, un territorio, una nazione e anche un’Europa diversa.

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2 risposte a "La speranza contro la rassegnazione"

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