Liberi fino alla fine

La scelta di Dj Fabo di andare in Svizzera per usufruire delle pratiche sul fine vita, ha riaperto la discussione sul tema nel nostro Paese. La proposta di legge sta lì alla Camera sospesa tra i tanti emendamenti e l’ostruzionismo delle destre. E intanto si continua ad emigrare non solo per vivere ma anche per morire.

Il grado di civiltà di uno Stato si valuta anche dal diritto di scegliere della propria vita in ogni ambito della nostra esistenza, compreso nella morte. Per essere #liberifinoallafine come recita la campagna di EutanaSia Legale. Non è il diritto alla morte come semplicisticamente una fetta della politica vuole ridurre la questione. È qualcosa di molto più importante: è il diritto a domandarsi se la propria vita è ancora degna di essere vissuta in condizioni come quella di Dj Fabo o di Max Fanelli. Significa libertà e autodeterminazione, significa potersi porre una domanda senza alcun obbligo nella risposta.

Essere contrari ad una legge di civiltà come quella sul fine vita significa voler anteporre il proprio egoismo alla libera scelta, al diritto di ognuno di noi di autodeterminarsi e di gestire il proprio corpo e la propria vita, senza in alcun modo intaccare la scelta (e il diritto) degli altri. Significa non conoscere la battaglia che persone come Dj Fabo, Max Fanelli e tanti altri hanno fatto in questi anni. Significa non conoscere le loro storie e le loro motivazioni. Di fronte a tutto questo nessuno potrebbe o dovrebbe permettersi di dissentire dalla necessità impellente di una legge che regolamenti il fine vita.

Non potrò mai dimenticare la bellissima campagna #iostoconMax con la quale abbiamo incontrato tantissime persone che hanno condiviso con noi la battaglia su questi temi. E non potrò mai dimenticare che dietro questa grandissima mobilitazione c’era un uomo che nel fisico era completamente prigioniero di una malattia e che invece era libero nell’anima e che con il solo movimento di un occhio continuava a lottare. La cosa più bella che Max Fanelli ci ha insegnato è che le idee non possono mai essere sconfitte perché sono più forti di ogni malattia.

Ognuno di noi sceglie i propri eroi, Max Fanelli è uno dei miei.

A Max, A Dj Fabo e tanti altri diciamo che continueremo la loro battaglia che nel tempo è diventata anche nostra. Una battaglia per la libertà e l’autodeterminazione. Per essere liberi fino alla fine.


Venerdì 3 marzo si parla di questi temi a Ceccano, alle ore 17:30, presso la Biblioteca Comunale, alla presenza di Mina Welby che presenta il suo libro “L’ultimo gesto d’amore”. Vi invito a partecipare per ascoltare la storia di chi ha vissuto direttamente la questione del fine vita.

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2 risposte a "Liberi fino alla fine"

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