Un successo la festa di Possibile Frosinone

Un successo, una serata entusiasmante che ha fatto riscoprire il piacere di stare in piazza e di parlare di politica, di idee e di futuro: si può sintetizzare così la festa provinciale di Possibile, organizzata domenica 4 settembre a San Giovanni Incarico, in Viale della Rimembranza, dal Comitato locale “Salvador Allende – Terra di lavoro”, con il sostegno degli altri comitati ciociari: “Altiero Spinelli” e “Pier Paolo Pasolini” di Frosinone, “Rosso di sera” di Veroli e “25 aprile” della Valle dei Santi.

L’obiettivo dichiarato era quello di riportare la politica nelle piazze, di incontrare e coinvolgere le persone, anche quelle lontane dalla politica e si può affermare senza dubbio di esserci riusciti. “Questa festa ci fa guardare al futuro con speranza e ci gratifica per gli enormi sforzi di questi mesi” – commentano gli organizzatori. È da sottolineare, inoltre, l’elevata presenza di giovani, sintomo evidente che quando il dibattito si concentra sui contenuti e sulla qualità, anche i ragazzi rispondono presente e si interessano alla cosa pubblica. Numerosi anche i rappresentanti di altre forze politiche che hanno accolto l’invito, così come la partecipazione all’evento dei Comitati di Aprilia, Viterbo e Roma ha avuto grande forza cementante. Non è mancato lo spazio per la solidarietà, con la raccolta di libri e materiale scolastico da destinare ai bambini terremotati promossa dalla libreria “Il Grillo parlante di Frosinone”, che ha curato l’angolo  libri e cultura.

Nel primo dibattito, moderato da Armando Mirabella del comitato “Spinelli”, si sono avvicendati gli interventi di Luigi Corvo, docente di Economia delle aziende no-profit e imprese sociali all’Università Tor Vergata di Roma e membro del comitato scientifico di Possibile, di Davide Luzzi, esperto di pianificazione e controllo di gestione, amministrazione condivisa e gestione partecipata e portavoce del movimento civico Agorà di Pontecorvo e del Sindaco di Pastena Arturo Gnesi. Al centro dei loro discorsi c’è stato il concetto di bene comune, che è anche il fulcro delle loro esperienze lavorative e di vita. Un bene comune che si può costruire soltanto attraverso l’impegno, lo scambio, la condivisione dei saperi, delle idee e dei valori da parte di ciascuno di noi, perché – come scriveva Ennio Flaiano in Diario notturno – “i nomi collettivi servono a far confusione. «Popolo, pubblico…». Un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece, credevi fossero gli altri”.

In particolare Luigi Corvo ha ribadito che il nome del partito non è probabile o plausibile (cit.), ma è Possibile proprio perché i suoi iscritti e attivisti credono che si possa davvero ricostruire, partendo dal basso, una società che guardi ai bisogni e alle necessità di tutti.

A tal proposito, il portavoce Umberto Zimarri ha spiegato punto per punto le iniziative e i progetti che il comitato “Allende” sta portando avanti, nel tentativo di ricostruire il tessuto sociale di San Giovanni Incarico in nome della trasparenza e della partecipazione: su tutti, l’impegno sulla questione dei rifiuti, il progetto di bilancio partecipativo presentato in Comune e la richiesta di un luogo di aggregazione culturale di cui i giovani del paese sentono la mancanza.

La seconda parte della festa è iniziata con un omaggio di Gianmarco Capogna del comitato “Spinelli” al compianto Max Fanelli, con il ricordo delle sue battaglie per la legalizzazione dell’eutanasia e per una legge sul fine vita, “per essere liberi fino alla fine” – per usare le sue parole.

È stato poi il momento del Tour RiCostituente, moderato da Sandra Penge del comitato “25 aprile”, iniziato con il saluto telefonico del segretario nazionale Pippo Civati (che sarà a San Giorgio a Liri il prossimo 13 settembre) e seguito dagli interventi del giornalista e scrittore Giulio Cavalli e del presidente dell’ANPI campano Luigi Marino, che hanno illustrato le ragioni del NO in vista del referendum costituzionale di ottobre-novembre. Possibile dice NO ad una riforma che è  un disegno di legge governativo e non parlamentare, mentre la costituzione dovrebbe essere espressione di tutto il popolo, proteggendo l’interesse di tutti da quello dei singoli. Una riforma che restringe le possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte politiche, impedendo loro di eleggere il Senato anche se l’articolo 1 della Costituzione dice espressamente che la sovranità appartiene al popolo.

Prima di lasciare spazio al momento musicale curato dai suoi compagni Emanuele Tanzi e Francesco Rampini, Anna Tanzi del comitato “Allende” ha sostenuto l’importanza di maneggiare con cura e rispetto la Costituzione anche per ciò che simboleggia e per le lotte che si sono combattute per ottenerla, ed ha ribadito come la festa volesse essere un invito e un incoraggiamento ad essere cittadini attivi e informati, perché se la disillusione e la sfiducia nei confronti della politica sono comprensibili, l’indifferenza non lo è mai.

Comunicato del Comitato Possibile “Salvador Allende – Terra di Lavoro”

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