La terra ha tremato di nuovo, ora #RestiamoUniti

3:36 circa. Non avevo mai provato una sensazione tanto brutta. L’impotenza che si mescola alla paura e il ricordo che viaggia verso quella notte di qualche anno fa a L’Aquila. Il terremoto di questa notte ha fatto riemergere le immagini che resteranno per sempre impresse nella memoria. Una nuova scossa, circa un’ora dopo, e tante altre, leggere come l’ondulmento di una nave in mare. A Frosinone si è sentito benissimo, forte e prolungato, e da subito ci si è resi conto che alle prime luci dell’alba avremmo scoperto i numeri di una nuova tragedia.

Così è stato con i primi collegamenti nei luoghi dell’epicentro: piccoli paesi ridotti a macerie, feriti, dispersi e morti. La furia della natura che dimostra quanto gli uomini possano essere impotenti da un lato e spesso disattenti dall’altro. Disattenti perché nel nostro Paese, che è sismicamente a rischio, bisogna investire in prevenzione e messa a norma. Non posso e non voglio pensare che nulla si possa fare per provare almeno a contenere tragedie come queste.

Nelle zone di Amatrice e Accumoli si scava alla ricerca di chi è disperso. In tutte le Regioni è partita la macchina della solidarietà in particolar modo per le donazioni di sangue (da consultare sempre i canali dell’AVIS per le informazioni dettagliate) e per la raccolta di beni di prima necessità che saranno fondamentali nelle prossime ore per gli sfollati e per coloro che hanno perso tutto.

A Frosinone è possibile dare una mano partecipando alla raccolta dei beni di prima necessità tramite l’associazione Vivi Frosinone (le informazioni le trovate qui) e il Partito Democratico, presso la Federazione provinciale a Frosinone in viale Kennedy dalle 14:00 di oggi fino alle 20:00 e per tutta la giornata di domani. Domenica 28 invece presso l’evento FREEDOM PARTY di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea di Frosinone e dei Giovani Comunisti ciociari una nuova raccolta. In partenza anche un gruppo di psicologi che da tutto il Lazio si recheranno sui luoghi del sisma perché, come dice Roberta Cassetti, che da Frosinone si unirà alla squadra: “credo che una parola, un abbraccio, il calore della solidarietà ed un sostegno anche psicologico siano di grande aiuto in momenti come questo; per questo sin da subito ho dato la disponibilità con altri colleghi a recarmi nelle zone terremotate”.

#RestiamoUniti recita lo slogan di queste ore lanciato sui social per testimoniare vicinanza, solidarietà e voglia di dare una mano. Dalle zone dell’epicentro chiedono al momento di lasciare operare le unità professioniste e di aspettare aggiornamenti sulla necessità di volontari. Si chiede inoltre di lasciare libera la Salaria.

Una notte terribile e un “risveglio” che ha spezzato il cuore. Un pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, ai feriti e ai dispersi, nella speranza che siano salvati quanto prima. Aspettiamo che la Protezione Civile e le altre forze specializzate facciano il loro lavoro e prepariamoci ad essere collaborativi con i nostri connazionali che hanno perso tutto.

Dobbiamo essere anche pronti a vigilare quando sarà il momento di intervenire sugli sfollati e sulla ricostruzione di quanto è andato distrutto. La memoria di quello che è successo a L’Aquila deve essere faro costante nella richiesta di trasparenza nella gestione dei processi di intervento e ricostruzione. Lasciando da parte ogni strumentalizzazione e ogni forma di sciacallaggio.

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