Uniti nella diversità per l’Accoglienza Possibile

La scelta di accogliere temporaneamente circa 30 profughi a Frosinone nella zona ex MTC (per i quali è già prevista una nuova sistemazione) ha fatto emergere i sentimenti sopiti di un’intera città che per troppo tempo aveva evitato di discutere di immigrazione e accoglienza, aspetti che oggi invece diventano i temi caldi intorno ai quali le posizioni si radicalizzano attraverso un mix micidiale fatto troppo spesso di pressapochismo, populismo, razzismo e intolleranza.

“Nessun Paese è un’isola” recita la campagna che Possibile ha lanciato per parlare di immigrazione e accoglienza a partire dall’esperienza del Baobab di Roma che diventa un faro in un sistema che va rivisto e adeguato. La politica serve a gestire i processi come lo sono i flussi migratori, se decidiamo di sottrarci a questo la politica, come gestione della cosa pubblica, perde motivo di esistere. In questo contesto la politica si lega con l’attivismo e le realtà associative che in tantissimi territori sono forza vitale sui temi che una certa politica evita costantemente di affrontare (welfare, diritti, immigrazione). E se lo fa spesso il livello della discussione è molto discutibile. Succede in Italia, succede a Frosinone.

Il razzismo, l’odio e l’intolleranza sono sentimenti diffusi nel nostro Paese e si propagano dal basso sfruttando un contesto nel quale accoglienza e solidarietà sono diventate parole che generano disprezzo e rabbia. Invece accoglienza e solidarietà dovrebbero essere i principi cardini con i quali scrivere un nuovo paradigma sociale fatto di inclusione e diversità. Per trasformare “Uniti nella diversità” da slogan per coloro che vengono identificati come intellettuali radical-chic in realtà vera e concreta nei nostri territori.

Altrimenti restiamo in balia di un dibattito surreale dove ignoranza, populismo, razzismo e intolleranza si mescolano e dominano la scena rendendo vani gli sforzi che le associazioni fanno su questi temi. Con un piano serio di accoglienza e inclusione sociale e culturale possiamo davvero trasformare le nostre città rendendole a misura di essere umano, indipendentemente dalla provenienza, dal colore della pelle, dalla religione. Solo così possiamo dare vita ad un antidoto contro l’odio e il populismo. La sfida dell’accoglienza è una sfida di civiltà che deve essere prioritaria per ogni forza politica, sociale e culturale che crede nei diritti, nelle libertà e nell’uguaglianza.

Si tratta di scegliere da che parte stare; noi di Possibile questa scelta l’abbiamo fatta mettendoci al fianco delle associazioni e dei volontari impegnati nell’accoglienza, sostenendoli anche di fronte alle manifestazioni e alle esternazioni di chi costruisce discorsi politici fatti sull’odio. In Italia come a Frosinone non ci faremo intimorire e continueremo la costruzione di città accoglienti. Non cederemo alla paura, al populismo o ad atteggiamenti di odio e discriminazioni. Contrasteremo tutto ciò insieme ai tanti che lavorano quotidianamente su questi temi. Lo faremo uniti nella diversità.

Immigrazione

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2 risposte a "Uniti nella diversità per l’Accoglienza Possibile"

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