Un’estate a colpi di Gender

“Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare, per poterti rivedere, per tornare, per restare insieme a te” cantava Mina nel 1963. Se avesse rilasciato questo singolo oggi, nell’estate 2015, chissà se sarebbe stato uguale; magari avrebbe introdotto anche insieme al Gender.

Eh sì perché se “l’estate che sta finendo e un anno se ne va”, come cantavano nel 1985 i Righeira, sicuramente quella 2015 verrà ricordata come una delle stagioni estive più calde degli ultimi anni, infuocata non solo a livello di meteo ma anche sul versante della battaglia medioevale del fronte conservatore e ultracattolico riguardo il Gender.

La cosiddetta Teoria Gender, secondo i fautori della crociata in questione, rovescerebbe il sistema culturale e valoriale che si basa sulla famiglia naturale (?) uomo-donna-bambini | “tutto il resto è noia” direbbe Califano, per restare in tema di citazioni musicali | sugli stereotipi di genere e sul radicamento di una società che non può evolversi ma deve rimanere ancorata ad una specie di Medioevo contemporaneo dove torna di moda bruciare i libri o metterli all’indice.

L’unica pecca di questo scenario apocalittico sta nel fatto che ancora non si sia riusciti a capire quale sia la base scientifica di questa fantomatica teoria. In effetti a livello internazionale la comunità intellettuale non riconosce alcuna teoria gender; esistono i Gender Studies ma nulla hanno a che vedere con la fine del mondo predetta attraverso corsi di educazione al sesso (non alla sessualità, magari sana e consapevole) impartiti dalle scuole primarie, i matrimoni egualitari e le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso | stigma in effetti di una società corrotta al lato oscuro della Forza. Gli studi di genere sono un filone della ricerca umanistica che dagli anni sessanta e settanta si è incentrata sulle questioni di genere a partire dallo studio e dall’interpretazione dei movimenti femministi e per i diritti civili e che ha avuto un’accelerazione nel corso degli anni ’90 del novecento grazie anche alla nascita di riflessioni più ampie come quelle che fanno riferimento alla teoria Queer | questa poi è ancora quasi completamente sconosciuta non solo ai crociati anti-Gender ma anche a coloro che si interessano di questi temi mentre potrebbe fornire interessanti chiavi di lettura della realtà contemporanea.

E allora la nuova ossessione (Subsonica) del fronte conservatore in realtà sembra una di quelle bufale che ha più successo di altre perché la percentuale di persone che la trova vera è particolarmente consistente, visto che viene pubblicizzata da volti noti (?) della Chiesa e della politica. Ma diciamocelo, almeno tra noi, sempre bufala resta. Non ci sono corsi previsti per i bambini delle elementari che comprendono come avere rapporti sessuali né si chiederà ai bambini di vestirsi da femminuccia e viceversa. Nulla di tutto ciò è contenuto nella Buona(?) Scuola | al massimo si dovrebbe spostare la discussione sul ddl Fedeli che si occupa di educazione di genere e che è ancora in fase di discussione al Senato | che è sotto attacco per evitare la formazione di una nuova generazione di bambin* genderdizzati. Ma quando la bufala inizia a circolare, quando in televisione viene dato spazio a chiunque, anche a chi senza dati scientifici promuove una teoria inesistente magari senza una controparte propriamente preparata, allora poi accade che il Terrore si sparge e diventa una bomba ad orologeria. Per questo circolano sms che invitano a votare i referendum abrogativi della legge sulla scuola non entrando nel merito della riforma ma come strumento per difendersi dal Gender. Messaggi che creano allarmismo generalizzato anche a chi della crociata non fa parte.

E pensare che l’educazione di genere è un elemento previsto nel documento finale della Conferenza internazionale delle Donne del 1995 di Pechino. Uno strumento che avrebbe determinato la possibilità di educare le nuove generazioni al superamento degli stereotipi di genere per la costruzione di società più egualitarie e senza discriminazioni. Magari lo avessimo messo in atto dieci anni fa questo strumento, forse oggi l’estate 2015 l’avremmo ricordata per altro.

Fuori piove oggi ma in mente scrivendo questo post mi risuona un ritornello “A A Abbronzatissima sotto i raggi del Gender come è bello sognare abbracciato con te”.

Sorrido e penso a quanto siamo stati fortunati ad avere avuto artisti che ci hanno lasciato pezzi indimenticabili su questa stagione. Mina, i Righeira, Vianello, cantautori che sono certo avrebbero resistito anche ad un’estate a colpi di Gender.

tramonto mare

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