Il si al cemento che non solo distrugge le Terme ma blocca anche il Futuro

E’ finito 15 a 6 il Consiglio Comunale di Frosinone che ha approvato la convenzione con privati per edificare nell’area dove i cittadini chiedono dal 2011 la creazione di un parco archeologico. 5 assenti nelle opposizioni che seppure non avrebbero cambiato il risultato finale avrebbero comunque portato i NO a quota 11 e forse il senso politico del dissenso sarebbe stato più forte.

Nuove colate di cemento saranno versate su circa 35 mila metri cubi di terreno, in una città piena di opere concluse a metà, palazzi disabitati e negozi che chiudono. L’amministrazione è andata avanti senza tenere conto che cittadini, associazioni e anche alcune realtà politiche si siano mobilitate con determinazione e grinta per opporsi ad una decisione che non solo mette a rischio i beni archeologici rinvenuti ma che sbatte la porta in faccia ad un futuro diverso per Frosinone.

Eh si perchè chiudere la partita delle Terme Romane come legata al solo spazio di Via De Mattheis è un errore politico: la sfida parte dai beni archeologici rinvenuti ma è chiaramente legata a che città si vuole costruire nei prossimi anni. La strada iniziata sembra guardare alla cementificazione che selvaggiamente passa sopra anche alla storia, mentre dall’altra parte si provava a delineare un futuro diverso, che dalla riqualificazione ambientale toccava i beni archeologici e puntava sulla cultura.

Sono convinto che una Nuova Frosinone è Possibile. E’ possibile immaginare e costruire una città che riparta dalla sua storia e dai suoi spazi, riscoprendoli e reinventandoli. Per questo motivo io, e con me tutto il Comitato di Possibile Altiero Spinelli di Frosinone, abbiamo sostenuto sin dall’inizio questa battaglia. Il paradigma economico e ambientale delle nostre città per essere cambiato va completamente ribaltato, senza riproporre schemi vecchi e chiaramente inefficaci. La politica deve tornare a guardare agli interessi della collettività, al bene comune, e rinunciare agli interessi particolari. C’è un’altra strada rispetto al consumo sfrenato di suolo ed è quella che passa dalla valorizzazione dell’ambiente urbano e del patrimonio storico e archeologico.

Il Politicamp di quest’anno è stato dedicato ad Alex Langer, storico leader dei Verdi europei. Secondo lui: “In una società dove tutto è diventato merce, e dove chi ha soldi può comperare e stare meglio, occorre la riabilitazione del «gratuito», di ciò che si può usare ma non comperare”. La storia, la cultura e l’ambiente non hanno prezzo ma rappresentano in pieno il concetto di bene comune. Rappresentano il Futuro.

Il Sindaco le Terme Romane le ha dichiarate abbelate – termine che in dialetto ciociaro significa sepolte (ribadendo che loro le avrebbero riaperte, anche se il come non si è ben capito). 

Io invece lancio la proposta Abbel(l)iamo Frosinone per seppellire un modo di intendere e guidare la città e per costruirne uno nuovo. Un percorso di rilancio del capoluogo che sia democratico e partecipato, pensato e realizzato dai cittadini, dalle associazioni e da quella politica che vuole mettersi a disposizione e non disporre dall’alto.

Facciamolo insieme. Secondo me è Possibile.

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