25 novembre, un giorno nel mondo per dire basta alle violenze di genere

1474519_584629098274207_1273867981_nLunedi 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, decisa nel 1999 da una risoluzione approvata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. In quella data l’ONU ha ufficializzato la scelta di un gruppo di donne che nell’Incontro Femminista del Latinoamerica e dei Caraibi, tenutesi a Bogotà nel 1981, avevano celebrato il 25 novembre l’anniversario dell’assassinio nel 1960 di tre giovani donne, considerate rivoluzionarie, nella Repubblica Domenicana ad opera delle forze armate del dittatore Rafael leonina Trujillo Mirabal. Solo dopo 6 anni dalla scelta dell’ONU l’Italia ha cominciato a celebrare la giornata nel 2005 dopo la sollecitazione di alcuni centri antiviolenza e Case delle Donne.

Quest’anno all’interno del territorio nazionale sono molteplici gli eventi calendarizzati in vista della giornata, compreso un incontro oggi, venerdi 22 novembre, al circolo del Partito Democratico di Roma in via dei giubbonari: il segretario nazionale Guglielmo Epifani insieme con altri, tra cui la portavoce della Conferenza Nazionale Donne PD, interverranno per sottolineare l’importanza di riflettere sui temi delle discriminazioni e violenze di genere e sul femminicidio, oggigiorno piaghe sociali della nostra Nazione.

Secondo le stime pubblicate nella campagna per il 25 novembre dal PD sono circa 890 le donne che dal 2005 al 2012 sono state uccise e di cui l’80% da parte del partner; nel 2013 e fino a settembre sono state 80 le vittime di violenza di genere. Dati che mettono tristezza e che sottolineano quanto sia importante intervenire repentinamente per arginare una situazione di violenze di cui il conto delle morti è solo la punta dell’iceberg. Tanti sono i casi dove non si arriva alle prime pagine dei giornali perché le donne vivono in situazioni di violenza domestica che non denunciano, per paura, accondiscendenza o perchè si convincono che comunque il loro partner le “ama”.

La legge contro il femminicidio recentemente approvata è scuramente un punto di partenza e non può e non deve assolutamente essere considerato il punto di arrivo. C’è tanto altro che a livello politico e non possiamo e dobbiamo fare. Il contrasto alle violenze verso le donne deve mettere in campo una serie di strumenti legislativi ma anche di soft law capaci di determinare una rivoluzione anche nelle donne stesse. Non c’è amore che si esprima con la violenza!

E’ necessario riformare questa società attraverso l’insegnamento del rispetto della donna e del pieno riconoscimento della sua autodeterminazione. Tutto ciò impegnandosi seriamente all’inserimento dell’universo femminile all’interno della dimensione pubblica, economica e politica recependo ad esempio gli stimoli comunitari contenuti nella strategia Europa 2020 per il periodo corrente. Non ci può essere libertà delle donne senza prevedere un piano per il loro inserimento pieno nel mondo del lavoro seguendo le legislazioni più avanzate dei Paesi del Nord Europa, prevedendo all’interno del nostro sistema economico strumenti di conciliazione tra vita lavorativa e vita privata, aiutando le donne a sfondare il “soffitto di cristallo” che troppo spesso le confina alla base della piramide lavorativa.

Importanti iniziative e manifestazioni sono state organizzate in questi giorni comprese nei nostri territori della Provincia di Frosinone: L’arte contro il femminicidio, progetto ideato da Rete La Fenice e dal gruppo fotografico Collettivocinque ha organizzato un evento domani, 23 novembre, presso il Palazzo M. Filettico di Ferentino che vedrà la presenza anche delle scuole e il 24 novembre sarà invece a Sora insieme con le associazioni del territorio. Due eventi che testimoniano come sia possibile, e importante, parlare di questi temi anche attraverso modalità diverse, come l’arte, rispetto ai tavoli istituzionali classici. Altrettanto importante è il lancio della campagna noino.org della Regione Lazio rivolta agli uomini per sensibilizzarli sui temi della violenza contro le donne, chiamando in causa anche chi non è vittima e chiedendo di schierarsi a fianco delle donne, spingendo affinchè si superi il preconcetto secondo il quale le rivendicazioni di un gruppo discriminato debbano essere portate avanti solo dallo stesso.

La lotta contro le discriminazioni è lotta per i diritti umani e i diritti umani sono i diritti di tutte e tutti!

Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. “A ricordo di come soffrono le donne come noi” aveva detto. “Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso”.  K. Hosseini, Mille splendidi soli

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